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A Verona un’Aida inedita con disegni di sabbia

Aida, l’opera regina dell’Arena, torna a Verona in una forma completamente inedita, grazie alla sand art: immagini disegnate con le dita su un piano luminoso con uno strato di sabbia, che si trasformano continuamente creando un caleidoscopio di suggestioni e cornici evocative per la storia di Aida. L'opera di Giuseppe Verdi verrà cantata, suonata e disegnata dal vivo, grazie a una telecamera posta sul tavolo luminoso le illustrazioni con la sabbia verranno proiettate sul fondale. 

Il regista Davide Garattini Raimondi, anche costumista, si è concentrato sui quattro personaggi principali, riducendo all’essenziale l’opera; il sand artist Andrea Arena evocherà con la sabbia mutevoli scene ed emozioni, integrando la scenografia e le luci di Paolo Domenico Vitale, mentre Barbara Palumbo coordinerà i movimenti mimici degli artisti e dei mimi figuranti. In scena Aida sarà interpretata dal soprano coreano Yeajin Jeon, all’esordio veronese, la principessa Amneris, sua rivale in amore, dal mezzosoprano Rossana Rinaldi. Il tenore Paolo Lardizzone sarà Radames, generale egizio amato e amante dell’etiope Aida, mentre il baritono Simone Piazzola sarà Amonasro, re degli Etiopi e padre di Aida. Un ricco ensemble di professori dell’Orchestra di Fondazione Arena sarà diretto dal giovanissimo maestro Nicolò Jacopo Suppa. 

L’inedito allestimento del capolavoro verdiano ha fatto il suo debutto all’Istituto Italiano di Cultura del Cairo, città egizia per cui Aida è stata scritta e rappresentata in prima mondiale nel 1871: la riduzione dell’opera, con una durata di un’ora circa, la rende particolarmente fruibile e adatta ad un pubblico di tutte le età. Inserito nella rassegna Sogniamo ad occhi aperti: a Teatro in Famiglia, lo spettacolo rientra nel ricco programma di Arena Young.

I biglietti per lo spettacolo sono in vendita alla Biglietteria di Fondazione Arena e online su www.arena.it. La tariffa intera è di 10 euro e il biglietto ridotto, per gli under 14, è di 5 euro.

Aida Sand Art IIC Cairo / foto ufficio stampa Fondazione Arena di Verona

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